E’ possibile incassare il TFR mensilmente in busta paga?

L’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro), con la nota n. 616 del 2025, ha chiarito che anticipare mensilmente il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) in busta paga non è permesso secondo la legge. Il TFR matura ogni mese ma viene pagato solo alla fine del rapporto di lavoro o in casi eccezionali ben definiti. Se durante un controllo ispettivo si riscontra che il TFR viene erogato mensilmente, l’ispettore intima la regolarizzazione e, in caso di mancato adeguamento, applica una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro. Inoltre, le somme versate come TFR mensile sono considerate retribuzione ordinaria, soggetta a tassazione e contributi previdenziali più elevati, senza i benefici fiscali che si hanno alla fine del rapporto di lavoro.

L’anticipo mensile del TFR, quindi:

  • È fuori dalla normativa (art. 2120 c.c. e legge 190/2014, ora scaduta),
  • Trasforma il TFR in normale salario con imposte e contributi più alti,
  • Espone il datore di lavoro a sanzioni e possibili contenziosi,
  • Per i datori con più di 50 dipendenti, violare l’obbligo di versamento del TFR ai Fondi obbligatori comporta ulteriori rischi.

In pratica, il TFR deve essere accantonato ma non pagato mensilmente in busta paga; farlo è una pratica illegittima che comporta sanzioni e oneri aggiuntivi per il datore di lavoro

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