TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e TFS (Trattamento di Fine Servizio) hanno una funzione simile: garantire una liquidità al lavoratore quando termina il rapporto di lavoro, ma sono differenti nel calcolo e nelle regole di applicazione.
- TFR:
- Spetta a tutti i dipendenti privati e ai pubblici assunti a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2001 in poi.
- Si calcola sommando le retribuzioni lorde annuali (compresa tredicesima e quattordicesima), dividendo per 13,5 e sottraendo contributi INPS; poi si rivaluta in base all’inflazione (ISTAT).
- TFS:
- Spetta solo ai dipendenti pubblici assunti prima del 2001 e a personale in regime di diritto pubblico (magistrati, militari, polizia, vigili del fuoco, ecc.).
- Si calcola sull’ultima retribuzione annua percepita: si prende l’80% di un dodicesimo di questa somma, moltiplicata per gli anni di servizio.
Per il personale della Polizia di Stato che lascia il servizio, si applica il TFS, perché sono dipendenti pubblici assunti prima del 2001 o in regime di diritto pubblico.
Il TFS risulta generalmente più vantaggioso perché si basa sull’ultima (quindi solitamente più alta) retribuzione annua, mentre il TFR si accumula anno per anno con quote basate sulla retribuzione di ogni singolo anno lavorato.
In sintesi:
- Se sei un dipendente pubblico assunto prima del 2001 (o in regime pubblico), hai diritto al TFS.
- Se sei un dipendente privato o pubblico assunto dopo il 2001, ottieni il TFR.
- Il TFS di solito paga di più perché calcolato sull’ultima stipendio, il TFR invece si basa sulla somma annuale accantonata negli anni.



