Sei giovane, intraprendente e hai deciso di andare a conquistare il mondo? Prima di mettere i piedi sull’aereo, vediamo insieme cosa succede al tuo fedele fondo pensione!
Che tu abbia un fondo negoziale ( fondi “chiusi” o di categoria) o un fondo aperto di tipo privatistico, la regola è una sola: trasferendoti all’estero, perdi i requisiti per restare iscritto al fondo di casa nostra, perché ormai lavori sotto un contratto diverso (o magari non ne hai proprio uno italiano). Quindi, il fondo ti lascia “libero di scegliere” e puoi chiedere il riscatto totale della tua posizione. Insomma, puoi far uscire i tuoi soldi prima che arrivi il momento della pensione.
E con la tassazione… come la mettiamo?
Ah, le tasse! Il riscatto infatti non è tutto rose e fiori. Di solito, se aspetti di prenderla come pensione integrativa, paghi un’imposta agevolata del 15%, che scende dello 0,30% per ogni anno dopo il quindicesimo passato nel fondo. Ma se invece te ne vai all’estero e perdi il diritto al fondo, la tassa è più severa: 23% sulla somma maturata.
Quindi …?
Non correre subito a ritirare tutto!
- Puoi trasferire il tuo tesoretto a un altro fondo pensione complementare (magari nel nuovo Paese, o comunque uno che ti fa comodo).
- Oppure puoi lasciare lì la tua posizione e aspettare la pensione tranquillo, anche senza versare nuovi contributi.
Consiglio
Prima di fare il grande salto (dall’Italia all’estero, e dal fondo pensione al… niente), consulta un esperto. Meglio un po’ di chiarezza e qualche consiglio, così eviti una fregatura fiscale.
Buona avventura e buon fondo pensione!



